Psicologia Emotocognitiva e Depressione nel Post-Partum
il nuovo articolo del Dott. Baranello in tema di psicologia emotocognitiva
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In questo articolo, ricco di nuove nozioni emotocognitive, il Dott. Baranello, psicologo e scienziato italiano, fondatore del paradigma emotocognitivo e della sua applicazione psicologica nota come psicologia emotcognitiva, spiega come i fenomeni depressivi nel post-partum (la cosiddetta depressione post-partum) sia meglio concepibile seguendo lo schema del loop disfunzionale senza creare false associazioni tra disturbo depressivo nel post-partum e fenomeni antisociali come l’infanticidio. Per Baranello le cause di ogni disturbo psicofisiologico sono simultanea all’effetto e in campo psicologico è necessario cambiare completamente ottica rispetto a vecchie concezioni di tipo simbolico, anzi, ogni disturbo avrebbe alla sua base sempre una sola causa che non va però rintracciata nel passato o in dinamiche simboliche.
Dott.ssa Maduli su Donna Moderna psicologia emotocognitiva per l’età evolutiva
SRM Psicologia – le scienze psicologiche nei mass-media
Anno XXIII – N. 26 – Donna Moderna
Dott.ssa Letizia Maduli
psicologo, direttore centri di psicologia emotocognitiva per l’infanzia, l’adolescenza e la famiglia
Intervista su Donna Moderna in tema di psicologia emotocognitiva dell’età evolutiva
Psicologia Emotocognitiva nei Mass-Media: aggiornamento
SRM Psicologia e mass-media: nuove interviste
10 giugno 2010 Radio Kiss Kiss
Dott. Marco Baranello
psicologo e scienziato
fondatore del paradigma emotocognitivo
direttore scientifico SRM & ISTEM
Argomento: immaginario erotico femminile e maschile secondo i dati del sondaggio di area sessuologica in tema di fantasie erotiche condotto dal gruppo SRM Psicologia
9 giugno 2010 Donna Moderna
Dott.ssa Letizia Maduli
psicologo
dir. Dip. psicologia emotocognitiva per l’età evolutiva e adolescenza
Argomento: comprensione e valutazione di alcuni fenomeni psico-sociali in età evolutiva, gestione genitoriale degli effetti di atti offensivi sviluppati nei contesti sociali in cui è inserito il minore
RAI – Radio Anch’Io intervento Dott. Baranello su primo viaggio su Marte
4 giugno 2010 – Radio Rai – Radio Anch’Io – viaggio su Marte
Intervento del Dott. Marco Baranello, psicologo e scienziato, fondatore delle teorie emotocognitive in merito alla ”simulazione del primo viaggio dell’uomo su marte” relativo all’esperimento, svolto in Russia a partire dal 3 giugno 2010, nel quale sei persone simuleranno un viaggio di 520 giorni verso Marte. Il Dott. Baranello risponde circa gli aspetti psicologici e le reazioni alla situazione di deprivazione sensoriale a cui possono essere sottoposti gli astronauti.
Spieghiamo in breve il senso, in termini tecnici, dell’intervento del Dott. Baranello ai lettori di SRM Psicologia Ufficio Stampa. Così come suggeriscono le teorie emotocognitive del nostro direttore scientifico ogni stimolo, sia esso esogeno che endogeno relativamente all’organismo che esperisce, produce attivazione che porta inevitabilmente all’attivazione conseguente delle cortecce motorie e quindi dei muscoli attraverso il sistema nervoso periferico. L’impossibilità di svolgimento dell’azione, quindi di scarica dell’attivazione (tensione) produce un ritorno afferente del segnale che inibisce su base volontaria l’azione creando un circuito chiuso di retroazione del segnale all’interno del sistema, quindi contratture muscolari, che possono amplificare la normale attivazione dovuta alla prima reazione dell’organismo e trasformarsi in risposta sintomatologica. Il segnale infatti, di natura elettrochimica può arrivare ad invadere effettori con minore resistenza. Di qui si svilupperebbero reazioni classicamente definite ”psicosomatiche”. In stati di deprivazione, ovvero con un basso scambio dell’informazione, intesa come segnale di attivazione, sostiene Baranello, le risposte più frequenti sono quelle che alimentano il “pensiero sul pensiero” e che si possono tradurre in atteggiamenti “paraonoidi” o risposte depressive come reattive all’ansia, nonché tutta la gamma delle risposte psicofisiologiche. Per le teorie emotocognitive di Baranello, va ricordato, tutte le forme cosiddette patologiche hanno un’unica origine, una sola causa legata all’amplificazione intra-sistemica dei segnali a causa del processo psicofisiologico di attivazione inibitoria dell’azione. La modalità e la capacità di organizzazione in funzione della situazione di deprivazione determinerà, in termini probabilistici, la sanità o la patogenesi.
Questa è la base delle teorie sistemico-relativiste emotocognitive sviluppate dal Dott. Marco Baranello.
Sulla libertà di scienza e scienziati. Su Psyreview il nuovo articolo del Dott. Baranello
Il paradosso della scienza: quando la scienza censura ”in nome della scienza”
Gli scienziati in genere rivendicano il proprio diritto all’autonomia scientifica e rifiutano la censura ideologica perché la scienza ha necessità di mettersi continuamente in discussione e non può dare mai per certo nessuno dei propri assunti. Questo dovrebbe essere valido per tutti, indipendentemente dalla posizione, dal ruolo e dal titolo degli scienziati. E’ davvero valido per tutti? Oppure esistono scienziati superiori ad altri? La base della scienza dovrebbe essere la parità basata sul diritto della libertà della scienza e degli scienziati.
Però ancora oggi assistiamo al fatto che “in nome della scienza” alcuni gruppi che hanno potere decisionale in ambito scientifico censurino proprio altri liberi scienziati quando mettono in discussione gli assiomi su cui è basato il nostro attuale sistema di convinzioni.
Paradossalmente alcuni scienziati vorrebbero affermare, attraverso atti di censura, la propria superiorità e la superiorità dei propri assunti rispetto agli altri, impedendo ad altri scienziati, quindi ai loro pari, di poter continuare a lavorare, soprattutto quando tali assiomi sono la base su cui si è costituito il potere dominante. Così chi afferma la libertà della scienza dall’alto di un ruolo, nega alla scienza stessa, al di fuori di ciò che essi considerano scientifico, la sua libertà di espressione. E’ come se dicessero “al di fuori di ciò che per noi è scientifico nient’altro può essere scientifico” ovvero “oltre ciò che è a noi noto non può esserci altro a meno che non siamo noi stessi a dirlo!”.
E’ il paradosso della scienza che censura se stessa in nome della scienza. Chi opera una tale censura può realmente chiamarsi scienziato? Oppure dobbiamo iniziare a distinguere tra “scienziati puri” e “pseudo-scienziati”?
L’inquisizione”, così come afferma Giorgio Vitali, giornalista e scrittore esperto in “mercato della salute”, “funziona sempre laddove qualcosa può interferire sul sitema di potere”.
In questo articolo il Dott. Baranello parla di scienza, di libertà e di diritto all’autonomia scientifica.
Per leggere l’articolo “Sulla libertà di Scienza Scienziati”
http://lnx.psyreview.org/2010/05/27/scienza-libera/



