PostHeaderIcon Il tentativo dell’Ordine degli Psicologi del Lazio di escludere gli psicologi art. 7 dall’ambito della cura

statua di Giordano Bruno - vittima dell'inquisizione romana 
il tentativo dell’ordine degli psicologi del Lazio di impedire a tutti gli psicologi di poter rilasciare prestazioni sanitarie di cura in ambito psicologico per favorire il business delle scuole di psicoterapia. Escludere gli psicologi nell’ambito della cura per permettere solo agli psicoterapeuti tale forma di intervento clinico-sanitario sembra l’obiettivo dell’Ordine degli Psicologi del Lazio.
Il pericolo per le scienze psicologiche, per la professione di psicologo e per la salute dell’utenza in ambito psicologico.

pubblicato su www.contrordine.info

Il rischio è molto alto. L’Ordine degli Psicologi del Lazio attraverso sanzione cerca di obbligare i tribunali a confermare sanzioni verso gli psicologi che operano nel settore clinico-sanitario quindi che rilasciano prestazioni sanitarie di cura in ambito psicologico attraverso strumenti quali il colloquio psicologico utilizzato per finalità terapeutico-riabilitative.
Qualora l’Ordine riuscisse a creare un precedente in tale senso, potrebbe impedire di fatto a tutti gli psicologi, ed è il loro intento dichiarato, di lavorare elargendo cure di tipo psicologico e di fatto obbligandolo non solo per via mediatica, come sta facendo oggi, ma anche attraverso “giurisprudenza” ad iscriversi ad una scuola privata di psicoterapia che, come sappiamo, sono tutte obbligatoriamente supportate da docenti universitari.

Per l’ordine degli psicologi del Lazio qualora uno psicologo sapesse che può curare in ambito psicologico, ovvero elargisse prestazioni sanitarie di cura per finalità terapeutico-riabilitative in ambito psicologico quindi con l’ausilio di strumenti psicologico-clinici e non con la sola psicoterapia, questo sarebbe (per l’ordine del Lazio) un pericolo per l’utenza psicologica che potrebbe  scegliere cure non all’altezza.
Di fatto affermano che solo lo psicoterapeuta abbia competenza e capacità di aiutare una persona nella soluzione di disturbi, sintomi e problemi (disconfermando quanto essi stessi hanno scritto sul notiziario degli psicologi del Lazio n. 6/7 2009 pag. 64-65 dove invece dicono chiaramente che lo psicologo cura e tratta disturbi).
Sappiamo però che lo psicoterapeuta può anche non avere competenze universitarie in psicologia (l’accesso alla psicoterapia è garantito anche ai medici e viene rilasciato come titolo di equipollenza anche per le specializzazioni universitarie di area psicologica compresa quella di “valutazione e consulenza”).

Purtroppo le scuole di psicoterapia non coprono tutto il panorama scientifico né nazionale né internazionale, visto che il riconoscimento di una scuola di psicoterapia è soltanto un riconoscimento giuridico per il rilascio di un titolo e non un riconoscimento scientifico. Infatti si riconosce una specifica sede di una scuola e non la scuola di pensiero.
Altrimenti la scienza diverrebbe istituzionalizzata e ciò sarebbe incostituzionale.

L’Ordine degli Psicologi del Lazio opera una manipolazione terminologica e dove appare il termine “terapia” e “terapeutico” sotto la voce “abilitazione e riabilitazione psicologica” non tiene ciò in considerazione.

Molto spesso sentiremo dire dall’Ordine, da chi è poco informato o da chi vuole indirizzare in certe specifiche direzioni che lo psicologo non cura perché non c’è scritto nell’art. 1 della L. 56/89. Però dicono che lo psicologo fa consulenza!!! Ma se andiamo a vedere non c’è scritto neanche questo nell’art. 1 della L. 56/89.
Quando facciamo notare che il concetto di terapia è esplicitato nel tariffario sotto la voce abilitazione e riabilitazione (che compare dell’art. 1 della L. 56/89 come prestazione dello psicologo) non viene tenuto in considerazione.
Mentre dichiarano che l’art. 3 della L. 56/89 affermi che lo psicoterapeuta possa curare. Facciamo quindi notare che in concetto di cura e terapia non è indicato né nell’art. 3 né sul tariffario sotto la voce psicoterapia ma compare solo sotto abilitazione e riabilitazione, l’Ordine afferma che in realtà è implicito nel concetto di psicoterapia.

Quindi, in sintesi, il concetto di terapia e terapeutico è esplicito sotto abilitazione-riabilitazione ed è soltanto implicito secondo interpretazione dell’Ordine sotto psicoterapia. Ma per l’ordine conta di più un concetto implicito da loro così interpretato più di quello esplicito. E se lo psicologo dichiara di svolgere attività sanitaria ai sensi del D.M. 17/05/2002 quindi di diagnosi, cura e riabilitazione in ambito psicologico è passibile di sanzione fino alla radiazione perché per l’Ordine lo psicologo non può curare con la psicologia. Per l’ordine solo lo psicoterapeuta può curare con la psicologia.

Ma come abbiamo più volte fatto notare uno psicoterapeuta può anche non avere competenze in psicologia, visto che l’accesso è garantito anche ai medici senza laurea in psicologia. Per l’ordine quindi se lo psicoterapeuta cura con la psicologia, anche il medico che si specializza in psicoterapia può curare con la psicologia anche se non è psicologo anche se non ha laurea in psicologia.

La posizione dell’ordine del Lazio sembra interessata a favorire il business delle scuole di psicoterapia ed una cultura della psicologia come limitata al terzo settore, escludendo di fatto tutti gli psicologi dell’indirizzo clinico dall’attività clinica per la quale invece hanno studiato anni.

Gli psicologi hanno paura della sanzione e tendono quindi a sparpagliarsi senza dare retta alla logica che vede nell’unione la forza di una comunità. Gli psicologi sparpagliati ed impauriti aderiscono ad un sistema e lasciano soli coloro che invece si impegnano nella battaglia per il diritto di tutti.
Se gli psicologi si unissero se facessero valere le proprie posizioni questo dovrà essere tenuto in considerazione necessariamente, perché le leggi permettono di regolare ciò che viene promosso dalla società civile in quanto è la base della democrazia.

L’oligarchia e la dittatura invece impediscono il diritto al dissenso, impediscono di fatto ad una comunità di poter dare voce alle proprie posizioni.

Il pericolo è davvero molto alto… ma pochi lo sanno e pochi fanno qualcosa. Il rischio è anche che le posizioni che si sviluppano in Italia per mano del potere ordinistico possano arrivare nel resto d’Europa. Questo per noi è un grande pericolo soprattutto per l’utenza psicologica che vedrà drasticamente ridotta l’offerta sanitaria basata sulla competenza in favore di un’offerta basata soltanto sul titolo.
Invitiamo tutti gli psicologi estranei ai giochi di potere delle scuole di psicoterapia di unirsi e di farlo prima che ciò possa dilagare.

Stiamo cercando di organizzare un evento che coinvolga psicologi italiani e del resto d’europa in una protesta contro tale forme che consideriamo veri atti di abuso di posizione dominante da parte di alcuni ordini.

Per informazioni è possibile contattare la SRM Psicologia che da 10 anni porta avanti questa battaglia per il diritto alle cure psicologiche, per l’indipendenza della scienza dai giochi di potere istituzionalizzati, in favore di una psicologia scientifica basata sulle prove di efficacia per lo sviluppo del merito e la tutela della competenza.

Chi si sente minacciato dalle cure psicologiche è solo il business delle scuole di psicoterapia.

Email: segreteria@srmpsicologia.com
Oppure: Tel. 06.8418055 – +3968418055

Lascia un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento