Terremoto nord Italia. Teoria emotocognitiva ed educazione funzionale per la prevenzione del panico
– SCIENZA — 27 gennaio 2012 ore 15.53 nuova scossa di terremoto nel nord Italia epicentro in emilia-romagna nel parmense con magnitudo 5.4. L’evento sismico è stato avvertito anche a Milano, Genova, Venezia, Firenze ed in molte regioni della penisola. In questo clima di rinnovata preoccupazione nella popolazione generale legata agli eventi sismici di questi giorni la nostra attenzione va alla ricerca in ambito scientifico, sia per quanto riguarda la possibilità di previsione dei terremoti, sia della più immediata e concreta opportunità di prevenzione del rischio di catastrofe determinate da azioni sbagliate associate a panico o ad errate convinzioni della popolazione generale. Marco Baranello, psicologo e teorico della scienza, fondatore della teoria emotocognitiva e già direttore scientifico SRM Psicologia, propone di iniziare ad inserire le nuove scoperte prodotte dalla teoria emotocognitiva sull’uso degli strumenti di educazione funzionale per la tutela della salute e la prevenzione del disagio psico-sociale. Per Baranello è necessario creare programmi educativi basati su tali nuove scoperte al fine di fornire alla popolazione generale un bagaglio di strumenti conoscitivi adeguati a far fronte a situazioni di emergenza e prevenire sia comportamenti disfunzionali determinati dal panico, sia prevenire esiti post-traumatici da stress.
In Italia dobbiamo iniziare a offrire alla scienza nuova linfa vitale, perché oggi la ricerca sembra chiusa all’interno di strutture accademiche che tendonono ad escludere tutti coloro che non aderiscono ad alcuni sistemi di convinzioni. Il danno di un simile atteggiamento, per continuare a parlare di terremoti, è che scienziati autonomi come lo era Raffele Bendandi o come il più recente Giampaolo Giuliani possano essere trasformati in ciarlatani dove invece potrebbero apportare nuove idee alla ricerca scientifica. Il problema è strettamente legato ai finanziamenti della ricerca. Trovare finanziatori privai in Italia è una specie di miraggio ed i finanziamenti pubblici sono rivolti soprattutto alle classiche accademie. Un programma di finanziamento dovrebbe essere basato sulle prospettive di innovazione e sviluppo, mentre può accadere che, finanziando solite ricerche basate su solite teorie potrebbe dar luogo ad un rallentamento del reale progresso. Il tema è ovviamente delicato e necessiterebbe di approfondimenti.
Se ci fosse una nuova teoria sulla previsione dei terremoti, nuove idee prodotte da scienziati autonomi (forse i veri appassionati alla materia) tale teoria ha pari dignità delle altre ed andrebbe studiata a fondo anziché eliminata perché non in linea con i dettami accademici attuali.
Di questo si è occupato il nostro direttore scientifico in un suo articolo pubblicato su newsmeet ed al quale rimandiamo per approfondimenti.



