Attacchi di panico ansia e ossessioni sono disturbi non malattie. La riabilitazione può aiutare senza farmaci né psicoterapia.
Attacchi di panico, disturbi d’ansia, pensieri ossessivi, compulsioni, agorafobia, fobie specifiche non sono malattie ma sono disturbi, quindi possono essere corretti. In assenza di condizioni mediche generali in grado di giustificare da sole la presenza del disturbo è quindi possibile intervenire con mezzi di recupero delle abilità compromesse e remissione del disagio attraverso trattamenti psicologici di prevenzione e riabilitazione funzionale, quindi senza psicofarmaci e senza psicoterapia e prima di eventuali interventi più invasivi. Un disturbo, per poter essere diagnosticato, ha necessità che siano compromesse (del tutto o in parte) una o più abilità/funzioni del soggetto a livello individuale, relazionale, sociale, lavorativo o scolastico e che sia presente disagio clinicamente significativo. Per questo, come suggerisce lo psicologo e scienziato italiano Marco Baranello, fondatore della psicologia emotocognitiva, un disturbo può essere corretto intervenendo sulle abilità compromesse e sul disagio ricorrendo quindi a sola riabilitazione psicologica funzionale e prevenzione. Gli studi condotti nell’applicazione in clinica psicologica dei principi teorici della psicologia emotocognitiva, attraverso una ricerca-intervento pluriennale, sembrano aver dimostrato che, come sostiene il Dott. Baranello, la causa di un disturbo psicologico non andrebbe ricercata nel passato del soggetto né in arbitrarie associazioni simboliche tra gli eventi di vita. Per Baranello la causa di un disturbo è contingente al suo effetto ovvero agente nel qui-e-ora. Un disturbo per Baranello sarebbe mantenuto longitudinalmente da un processo psicofisiologico organizzativo che risulta disfunzionale in quanto basato su errate o parziali convinzioni circa il funzionamento dell’organismo. Partendo da una premessa errata la persona tende ad organizzarsi in funzioni di tale idea. Se l’idea di partenza (convizione personale o sociale) è errata o non adeguata la conseguenza sarà un’organizzazione psicofisiologica errata o non adeguata, quindi disfunzionale ovvero disturbata. Si creerebbe così un “loop disfunzionale” così è stato denominato dallo scienziato il circuito chiuso che alimenta il disturbo nel corso del tempo. La persona, fisiologicamente sana, si sentirebbe “incastrata” in questo circolo vizioso in cui ogni tentativo di risolvere il problema in realtà sembra mantenerlo se non aggravarlo. Ogni disturbo psicologico (altrimenti noto come disturbo mentale) sarebbe, per Baranello, derivante sempre dalla stessa causa organizzativo-processuale. Non ci sarebbero quindi cause inconsce o legate al passato né ci sarebbe una relazione tra eventi ”traumatici” e disturbi. Il corpo, per Baranello, reagisce a stati di tensione che l’organismo cerca di liquidare attraverso specifiche azioni. Se tali azioni sono dettate da convinzioni errate allora si genera un disturbo. Per portare quindi a remissione spontanea un disturbo o, più ampiamente, un problema, sarebbe quindi necessario intervenire attraverso una psicoeducazione personalizzata che sia però basasta su tali nuove scoperte. Perché se si educasse la persona al funzionamento dell’organismo così come classicamente noto si tenderebbe a mantenere il disturbo in quanto alcune convinzioni psicologiche ancora oggi applicate in vecchie scuole di pensiero non sembrerebbero più adeguata a spiegare il reale funzioanmento psicofisiologico del corpo. La teoria emotocognitiva risulta così una vera e propria rivoluzione scientifica in quanto cambia oltre cento anni di assunti esplicativi del funzionamento dei sistemi biologici e sociali, dall’individuo alla coppia, dalla famiglia agli organismi sociali. Un cambiamento di prospettiva in netto contrasto con la psicologia simbolista che ha permesso la creazione di programmi prettamenti educativi applicati dagli psicologi moderni adeguatamente formati nei programmi di riabilitazione e prevenzione, quindi senza ricorso a psicofarmaci e senza psicoterapia. La psicologia emotocognitiva rientra nel filone di studi della psicologia scientifica basata su un tentativo di codifica matematica dei suoi assunti ed i cui effetti sono studiati basandosi sulla reale remissione del sintomo che sia visibile al paziente stesso e al suo ambiente.



