Etica e Deontologia
Etica degli investimenti in arte. Investire sul merito.
Investire in arte, soprattutto in tempo di crisi, può essere davvero un’ottima opportunità in quanto si possono trovare veri e propri affari. Ma l’investimento in arte, ci suggerisce il portale artingout che si occupa si promozione del talento artistico, ha oggi una vera e propria necessità di tornare ad essere etico. Per etica dell’investimento in arte si vuole intendere la capacità di investire in un valore estetico che si armonizzare con il valore commerciale. Oggi sembra ormai consuetudine, per alcuni gruppi di potere in ambito artistico, spesso legati ai soliti nomi noti delle gallerie d’arte, determinare dall’alto il mercato, anziché attendere che sia la base dei collezionisti, degli amanti dell’arte, a scegliere gli artisti meritevoli, i creativi, i veri talenti. Spesso il mercato è quindi determinato apriosticamente. Questo però può portare ad investimenti che nel futuro potrebbero rivelarsi “bolle di sapone”. Artingout suggerisce di focalizzare quindi l’attenzione sulla riscoperta dell’etica nell’investire in arte, riconoscere quindi il valore estetico ed il talento, ciò che potrebbe entrare a far parte del patrimonio artistico e culturale comune, ciò che può essere parte integrante della storia dell’arte. Un investimento etico è l’investimento con il maggiore valore commerciale!
Abolizione ordine psicologi o limitarne il potere per evitare abusi?
quali soluzioni per limitare i rischi di abuso da parte degli ordini professionali?
Che il rischio di abuso di posizione dominante e di potere di rappresentanza sia insito nella struttura organizzativa degli ordini professionali è cosa risaputa, così come il rischio di ingerenze dell’ordine nei confronti delle autonomie scientifiche e professionali nonché il rischio che l’ordine possa diventare estensione con potere sanzionatorio delle classiche accademie, quindi di specifici orientamenti politici e specifiche posizioni ideaologiche interne alla disciplina. Come limitare tali rischi? Da una parte la tendenza da diversi anni, sempre più acclamata anche da molti iscritti agli ordini professionali e non solo quello degli psicologi, è quella di abolire gli ordini professionali. L’abolizione dell’ordine degli psicologi annullerebbe di fatto sia il rischio di posizione dominante e di potere di rappresentanza che investe gli psicologi iscritti, sia il rischio di rallentamento dello sviluppo scientifico e dell’innovazione in quanto darebbe più possibilità di sviluppo delle autonomie scientifiche favorirebbe l’emergere di maggiore concorrenza e quindi più possibilità di scelta da parte di ogni libero cittadino. Con l’abolizione dell’ordine si vedrebbe immediatamente se le accademie, i docenti universitari e le scuole di specializzazione spesso sostenute anche da interni ai consigli dell’ordine sia state di fatto collegate agli ordini e se quindi il loro potere sul territorio derivasse effettivamente da meriti e capacità o da collegamenti istituzionali.
Dall’altra parte un ordine che avesse esclusivamente potere amministrativo, non sanzionatorio, e che fosse a-politico, a-confessionale e soprattutto a-teorico ovvero scientificamente e professionalmente laico potrebbe essere uno strumento che fungesse da interfaccia tra i professionisti iscritti e le altre istituzioni. L’ordine dovrebbe quindi limitarsi a indicare le norme e le questioni fiscali allo psicologo in modo che esso, pagando l’ordine, sia libero di svolgere la propria attività scientifica e professionale senza dover pensare a tutte le norme e le questioni burocratiche che, appunto, sono rimandate all’ordine stesso. Questa e solo questa dovrebbe essere la funzione di un ordine, libero e svincolato dalla teoria, dalle ideologiche politiche e scientifiche. Uno strumento per lo psicologo e mai un ostacolo. Ecco la necessità di richiamare l’Ordine degli psicologi all’ordine!
Di questo si è parlato in un’articolo su www.professionepsicologo.com
Se l’Istituzione Commette Illeciti?
COMUNICATO STAMPA SRM PSICOLOGIA
associazione di psicologia dal 11 anni (fondata il 1 marzo 2000). On-line dal 1998.
“Professione Psicologo: Questioni di Politica Professionale e di Libertà di Scelta”
Se un’Istituzione Commettesse degli Illeciti? Cosa Fare? Come Tutelarsi?
è una domanda che rivolgiamo a tutti gli psicologi, in quanto la SRM Psicologia sta cercando di tutelare tutti gli psicologi e tutta la professione di psicologo in Italia e lo sta facendo a proprie spese, con enormi sacrifici ma con la determinazione che deriva dalla solida convinzione che l’Italia possa diventare un paese in cui le libertà siano davvero tutelate, le libertà di scelta di ognuno di noi.
Ordine Psicologi del Lazio dichiara che lo psicologo non cura!
le dichiarazioni dell’ordine degli psicologi del Lazio sulle competenze cliniche dello psicologo non sembrano tutelare né le scienze psicologiche, né l’innovazione in tale ambio, né la professione di psicologo. Perché avviene questo? La posizione politico-professionale dell’Ordine degli Psicologi del Lazio ha generato conseguenze “catastrofiche” per tutta la psicologia italiana e di conseguenza per la libertà della scelta della cura da parte di ogni cittadino.
Marco Baranello. Articolo “Sulla Scienza e la Libertà di Scelta”
pubblicato su www.psyreview.org il nuovo articolo dello scienziato M. Baranello
Il Dott. Marco Baranello, psicologo e scienziato italiano, fondatore della teoria emotocognitiva, offre il suo contributo per la tutela del diritto all’autodeterminazione, alla libertà di tutti di essere artefici della propria esperienza, alla libertà di scelta. Lo fa partendo dalla considerazione di relativismo della scienza e quindi dei rischi di abuso degli usurpatori del titolo di “scienziato” quando rivestono posizioni dominanti in cui le regole politico-economiche sembrano essere superiori alla tutela della libertà. Propone quindi come unica forma di reale tutela il rispetto dei principi di libertà della scelta, sia degli scienziati che di ogni altro essere umano qualsiasi sia il suo ruolo o la sua posizione sociale, il rispetto dell’intelligenza di ogni essere umano quindi della propria capacità di autodeterminazione ed invita qualsiasi società organizzata a fornire una completa informazione come forma tutela ad ogni livello di integrazione sociale. Informazione ed educazione sono, per Baranello, la prima vera forma di cura e di tutela e la scienza ciò che può salvare tutti coloro che l’ignoranza condanna.
Leggi l’Articolo Full-Text (Accesso Gratuito):
http://www.psyreview.org/2010/11/05/scienza-diritto-scelta/



