Etica e Deontologia
Lo psicologo non è un counsellor
Chi potrebbe avere interesse a ridurre lo psicologo ad un counsellor?
Assimilare lo psicologo al counsellor ovvero dire che lo psicologo è in sostanza un counsellor, signifca TRASFORMARE, NELLA SOSTANZA DELL’ATTIVITA SVOLTA, LA FIGURA DEL COUNSELLOR IN QUELLA DI PSICOLOGO, e allo stesso tempo ELIMINARE LE ATTIVITA’ SANITARIE DELLO PSICOLOGO CHE VERREBBE RIDOTTO AD UN COUNSELLOR.
Vittime di Psicofaramci e Psicoterapia?
tutelare i diritti del cittadino attraverso l’informazione
AVVISO AGLI PSICOTERAPEUTI. Avvisiamo che il presente comunicato non condanna la psicoterapia in quanto tale, ma soltanto le cattive prassi. Qualora qualche psicoterapeuta si sentisse offeso da tale comunicato, ricordiamo che l’Ordine degli Psicologi del Lazio ha dichiarato che, in Italia, non può esistere nessuna forma di cura psicologica diversa dalla psicoterapia e sta sanzionando con sospensioni e radiazioni tutti quegli psicologi che non si riconoscono nella psicoterapia e che vogliono aiutare le persone con cure psicologiche diverse dalla psicoterapia.
Questo atteggiamento dell’Istituzione Ordinistica è un atteggiamento di tutela della psicologia? e’ un atteggiamento di reale tutela del cittadino? Oppure di fatto impedisce la libertà di scelta della cura di ogni libero cittadino? Perché l’Ordine vorrebbe eliminare dal suo interno tutti gli psicologi che curano con strumenti psicologici diversi dalla psicoterapia? Questa non è una gravissima offesa per tutti gli psicologi?
Inoltre anche un noto docente universitario si è pronunciato in merito definendo la psicoterapia come la sola forma di cura psicologica. Pertanto la nostra posizione non può essere considerata se non una posizione di politica professionale in netto contrasto rispetto a chi vorrebbe eliminare completamente le cure psicologiche non psicoterapiche. Ognuno è libero di scegliere cure psicologiche o psicoterapia. Mentre oggi gli psicoterapeuti sembrano non volere che lo psicologo possa usare cure diverse dalla sola psicoterapia. Questo è, secondo noi, un impedimento alla libertà di scelta della cura di tutti i cittadini. Il comunicato è infatti rivolto alle “vittime” della psicoterapia non a chi ha trovato nella psicoterapia un valido strumento in grado di portare completamente a remissione un disturbo.
Moltissime persone ci scrivono perché hanno subito anni di psicoterapia ma non hanno trovato grandi miglioramenti della propria situazione.
Oggi che ad esempio esistono cure brevissime per gli attacchi di panico, per i disturbi somatoformi, per i disturbi ossessivo-compulsivi, per le alterazioni dell’umore, per disturbi alimentari ed altre condizioni psicologiche, ancora sentiamo persone che ci scrivono che hanno seguito anni e anni di trattamenti senza ottenere risultati. Capiamo bene che ciò che manca è una corretta informazioni circa nuove teorie e nuove possibilità di trattamento.
Primo Centro di Cure Psicologiche Diverse dalla Psicoterapia
Ricordiamo inoltre che la SRM Psicologia sostiene il primo centro per le cure psicologiche non psicoterapiche attivo da circa 8 anni (www.ctpsi.it) che adotta le teorie emotocognitive sviluppate dal Dott. Baranello. Oggi rischia di sparire!
Scandalo Ordine Psicologi Lazio. Abusi contro la SRM Psicologia!
L’Ordine degli Psicologi del Lazio Copia Frasi della SRM Psicologia?
L’ordine degli psicologi del Lazio ha redatto, in collaborazione con il Garante dei Detenuti della Regione Lazio, un opuscolo da distribuire ai detenuti nuovi giunti nelle carceri della regione Lazio dal titolo “Vademecum del Nuovo Giunto”. Il vademecum, dalle dichiarazioni scritte dell’Ordine, è stato redatto ed approvato in modo congiunto da tutto il consiglio in carica nel 2007 sotto la presidenza, quindi la responsabilità, della Dott.ssa Marialori Zaccaria, presidente attualmente in carica.
Sulla libertà di scienza e scienziati. Su Psyreview il nuovo articolo del Dott. Baranello
Il paradosso della scienza: quando la scienza censura ”in nome della scienza”
Gli scienziati in genere rivendicano il proprio diritto all’autonomia scientifica e rifiutano la censura ideologica perché la scienza ha necessità di mettersi continuamente in discussione e non può dare mai per certo nessuno dei propri assunti. Questo dovrebbe essere valido per tutti, indipendentemente dalla posizione, dal ruolo e dal titolo degli scienziati. E’ davvero valido per tutti? Oppure esistono scienziati superiori ad altri? La base della scienza dovrebbe essere la parità basata sul diritto della libertà della scienza e degli scienziati.
Però ancora oggi assistiamo al fatto che “in nome della scienza” alcuni gruppi che hanno potere decisionale in ambito scientifico censurino proprio altri liberi scienziati quando mettono in discussione gli assiomi su cui è basato il nostro attuale sistema di convinzioni.
Paradossalmente alcuni scienziati vorrebbero affermare, attraverso atti di censura, la propria superiorità e la superiorità dei propri assunti rispetto agli altri, impedendo ad altri scienziati, quindi ai loro pari, di poter continuare a lavorare, soprattutto quando tali assiomi sono la base su cui si è costituito il potere dominante. Così chi afferma la libertà della scienza dall’alto di un ruolo, nega alla scienza stessa, al di fuori di ciò che essi considerano scientifico, la sua libertà di espressione. E’ come se dicessero “al di fuori di ciò che per noi è scientifico nient’altro può essere scientifico” ovvero “oltre ciò che è a noi noto non può esserci altro a meno che non siamo noi stessi a dirlo!”.
E’ il paradosso della scienza che censura se stessa in nome della scienza. Chi opera una tale censura può realmente chiamarsi scienziato? Oppure dobbiamo iniziare a distinguere tra “scienziati puri” e “pseudo-scienziati”?
L’inquisizione”, così come afferma Giorgio Vitali, giornalista e scrittore esperto in “mercato della salute”, “funziona sempre laddove qualcosa può interferire sul sitema di potere”.
In questo articolo il Dott. Baranello parla di scienza, di libertà e di diritto all’autonomia scientifica.
Per leggere l’articolo “Sulla libertà di Scienza Scienziati”
http://lnx.psyreview.org/2010/05/27/scienza-libera/
Falsa diagnosi di cancro di Emilio Moretti, echeggiano oggi le parole dell’oncologo Tullio Simoncini
molti fatti si conoscono ma chi li denuncia è spesso messo a tacere
Il caso di Emilio Moretti apre la strada ad importanti interrogativi di tutti noi liberi cittadini e ancor più come scienziati.
Il 13 maggio 2010 a Roma nella sede di quello che possiamo considerare uno storico evento per il futuro della scienza e il ripristino di una completa libertà di scelta dal titolo “scienza e moderna inquisizione”, il Dott. Tullio Simoncini, medico-oncologo, di cui il sistema politico-economico che ruota intorno al business del cancro ha cercato di censurare la cura a base di sali di bicarbonato nell’intervento medico-oncologico fondata sulla teoria dell’origine micotica del tumore proposta dallo stesso Dott. Simoncini, ha denunciato come molte forme di tumore siano false diagnosi e come la statistica sui casi di cancro risolti si basi spesso su tali errate diagnosi o su manipolazione.
Anche Marco Baranello, psicologo del gruppo SRM Psicologia e fondatore delle teorie emotocognitive, ha spiegato come l’uso della statistica può essere facilmente assoggetta al potere e aggiunge che “mentre i medici cercano di convincerci a cure farmacologiche o addirittura a sottoporci ad interventi chirurgici irreversibili, chi si prende la responsabilità degli effetti collaterali è sempre e solo il paziente”, così sulla stessa linea di pensiero lo scienziato Michele Trimarchi, psicologo e fondatore della neuropsicofisiologia e decisamente confermato da Giorgio Vitali, chimico, scrittore ed esperto di “mercato della salute”.



