Pubblicazioni
Diventare artista. Guadagnare con l’Arte.
Diventare artista, guadagnare con l’arte, monetizzare il proprio talento. Un articolo pubblicato su Artingout.com che spiega per punti alcune variabili fondamentali da tenere in considerazione per chi vuole diventare un artista di professione e vivere di arte. L’importanza della consulenza in marketing e comunicazione, la professionalità la scelta del commercialista, fino alla valutazione della qualità dell’organizzazione di eventi e cataloghi d’arte senza dimenticare l’importanza di critica e uffici stampa. Con la consulenza Dott. Marco Baranello, fondatore della teoria emotocognitiva, direttore scientifico ISTEM & SRM Psicologia. Articolo integrale su ARTINGOUT.COM
Investire in arte contemporanea. Psicologia dell’investimento in arte.
Per investire in arte contemporanea occorre conoscere abbastanza bene la psicologia del mercato dell’arte. La capacità di cogliere il futuro dell’investimento non è una questione di “sensibilità estetica” ma soprattutto una meticolosa valutazione dei movimenti degli artisti emergenti. Quanto un artista investe nella propria arte? Quanto interesse suscita in galleristi e collezionisti? Quanta capacità ha l’artista di attirare acquirenti? Chi sono le persone di cui si circonda? E’ un artista “fai da te” o si affida a consulenti in marketing e comunicazione? Ognuna di queste variabili va attentamente valutata. Per investire in arte non occorre attendere che un artista salga di quotazione in quanto significherebbe che già qualcuno ha fiutato l’affare prima di noi, può essere ovviamente un ottimo investimento ma già dobbiamo spendere qualcosa in più. Di tutto questo si è discusso in un articolo pubblicato sul sito artingout.com per la stesura del quale ha partecipato anche la SRM Psicologia. Per la lettura dell’articolo integrrale: CLICCA QUI
Professione Psicologo. Torna il progetto di tutela della psicologia del gruppo SRM
Progetto Professione Psicologo nasce nel 2000 a cura della SRM Psicologia come servizio di informazione teso alla tutela, allo sviluppo e alla promozione delle scienze e delle professionalità psicologiche e alla tutela della salute in ambito psicologico.
Il progetto è stato sospeso per quasi due anni ed oggi ritorna in una nuova veste grafica con contenuti aggiornati. Il progetto è ad un suo nuovo inizio. Tutti gli interessati possono partecipare inviando commenti e contribuiti. E’ possibile inoltre, per tutti i possessori di SRM Psicologia Card, proporre articoli. Gli articoli vanno inviati alla redazione del progetto e quelli ritenuti validi saranno pubblicate sul sito. Il servizio è raggiungibile all’indirizzo: www.professionepsicologo.com
Suicidio. Teoria emotocognitiva per la prevenzione del suicidio
articolo integtrale sulla prevenzione suidicio e psicologia emotocognitiva
Pubblicato l’articolo integrale del Dott. Marco Baranello, scienziato psicologo e fondatore della teoria emotocognitiva, sulla comprensione e prevenzione del suicidio, dell’ideazione al suicidio e dei pensieri di suicidio. L’articolo è pubblicato sulla rivista scientifica www.psyreview.org. Nell’articolo si suggerisce alle istituzione una nuova strada per la prevenzione del suicidio sia nella popolazione generale sia in contesti specifici come carceri, comunità di recupero, ospedali. Il suicidio come azione legata all’inibizione del senso di volizione indipendente dal concetto classico di sanità o malattia mentale. L’articolo oltre a divulgare il pensiero emotocognitivo basato su anni di esperienza nella clinica psicologia dell’autore contiene delle chiare prese di posizione circa le errate convinzioni che ancora dominano alcuni ambienti istiruzionali, accademici ed ordinistici. Un cambiamento nella prevenzione del suicidio, per Baranello, potrà esserci quando ci sarà un cambiamento di ottica sul funzionamento reale degli organismi, sia umani che sociali.
Autore Originale: Dott. Marco Baranello
Fonte: Psyreview.org
ARTICOLO INTEGRALE
http://lnx.psyreview.org/2011/03/01/suicidio-psicologia/
Suicidio. Prevenzione in psicologia emotocognitiva
la prevenzione del suicidio e il trattamento dei pensieri di morte, dell’autolesionismo e dell’ideazione suicidaria
Abstract. Perché si commette suicidio? È possibile creare programmi sociali per prevenirlo? Quali sono i fattori di rischio e come si può realmente agire per riabilitare coloro che hanno pensieri di sucidio, ideazione suicidaria o che hanno tentato o continuano a tentare il suicidio? In questo articolo, di enorme importanza sociale, il Dott. Baranello, fondatore della teoria emotocognitiva, partendo proprio dai principi di tale nuovo gruppo di conoscenze a acquisizioni in ambito scientifico, ci parlerà di come sia necessario cambiare radicalmente ottica rispetto alle vecchie conoscenze sul funzionamento psicofisiologico dell’organismo umano se si vuole realmente realizzare qualcosa di concreto nella prevenzione del suicidio. Per Baranello la principale forma di cura primaria, quindi di prevenzione, è un’educazione funzionale che sia basata su reali e chiari presupposti scientifici in materia, su nuove scoperte. Per prevenire l’atto del suicidio, oggi, è necessario quindi rivedere i presupposti che hanno fino ad ora condizionato i vecchi programmi preventivi e riabilitativi. Baranello segnala di come, soprattutto mediaticamente, quando si sente parlare di suicidio commesso da una persona in cura per depressione o altre condizioni cosiddette “mentali”, si associ in modo molto superficiale il suicidio a tali disturbi mentre, se la persona era già in cura per la depressione ad esempio, forse avrebbe senso anche pensare che la cura non stesse funzionando ed anche lecito pensare che potrebbe essere la stessa cura ad avere valore patogenetico. Se fosse così avrebbe senso portare avanti cure non realmente efficaci se non gravemente patogene? Quando una cura non risulta efficace, sostiene Baranello, forse è perché si basa su teorie non del tutto esatte se non errate. La teoria è la premessa che permette di costruire gli interventi, una teoria non adeguata porterà come conseguenza un intervento altrettanto inadeguato. Il vero grande ostacolo al cambiamento, all’innovazione scientifica in grado di aiutare a risolvere molte questioni ancore irrisolte, arriva sempre da chi, nelle classiche sfere di potere accademico dominante, vede nell’innovazione la minaccia al proprio potere. Attraverso il braccio “armato” di chi ha potere decisionale e sanzionatorio, tali sfere di potere, cercano di annullare l’innovazione perché metterebbe in pericolo il loro stesso potere, il loro business, anche se l’innovazione potrebbe salvare vite umane. In questo articolo si prende una chiara posizione rispetto al tema del suicidio, alla sua prevenzione sociale e alla possibilità di riabilitazione di chi è afflitto da pensieri ed ideazione suicidaria. Stiamo permettendo alle istituzioni di essere nella posizione di poter scegliere, se continuare a sostenere vecchie concezioni oppure iniziare ad integrare l’innovazione proposta. L’obiettivo di questo lavoro è fornire una conoscenza in più nella letteratura scientifica sul suicidio.
Fonte: www.psyreview.org



