Scienza & Salute

PostHeaderIcon Tutela del Paziente Psicologico

l’informazione come strumento di tutela del paziente e della salute
 

La SRM Psicologia, progetto “Psicologia: Una Risorsa per la Salute” ha istituito un nuovo servizio di informazione psicologica per la tutela della salute e del paziente in ambito psicologico fornendo informazioni semplici, chiare e sintetiche su quelli che sono gli strumenti psicologici utilizzati dallo psicologo. Per chi vuole cure psicologiche pratiche senza ricorso né a psicofarmaci né alla vecchia psicoterapia.
 

Per informazioni www.srmpsicologia.com/tutela

PostHeaderIcon Suicidio. Teoria emotocognitiva per la prevenzione del suicidio

articolo integtrale sulla prevenzione suidicio e psicologia emotocognitiva
 

Pubblicato l’articolo integrale del Dott. Marco Baranello, scienziato psicologo e fondatore della teoria emotocognitiva, sulla comprensione e prevenzione del suicidio, dell’ideazione al suicidio e dei pensieri di suicidio. L’articolo è pubblicato sulla rivista scientifica www.psyreview.org. Nell’articolo si suggerisce alle istituzione una nuova strada per la prevenzione del suicidio sia nella popolazione generale sia in contesti specifici come carceri, comunità di recupero, ospedali. Il suicidio come azione legata all’inibizione del senso di volizione indipendente dal concetto classico di sanità o malattia mentale. L’articolo oltre a divulgare il pensiero emotocognitivo basato su anni di esperienza nella clinica psicologia dell’autore contiene delle chiare prese di posizione circa le errate convinzioni che ancora dominano alcuni ambienti istiruzionali, accademici ed ordinistici. Un cambiamento nella prevenzione del suicidio, per Baranello, potrà esserci quando ci sarà un cambiamento di ottica sul funzionamento reale degli organismi, sia umani che sociali.

Autore Originale: Dott. Marco Baranello
Fonte: Psyreview.org
 
ARTICOLO INTEGRALE
http://lnx.psyreview.org/2011/03/01/suicidio-psicologia/

PostHeaderIcon Centrali Nucleari. Errori di logica della comunicazione nel nucleare

quali errori logici nella comunicazione politica sul nucleare?
 

Questione Centrali Nucleari. La questione sul nucleare si basa sostanzialmente sui processi di comunicazione tesi a convincere l’opinione pubblica circa i pro o i contro del nucleare. Il problema passa così da una questione realmente energetica e basata su dati scientifici anche rispetto alla tutela della salute delle persone e dell’ambiente di vita ad una questione politico-economica. La domanda “sei disposto a correrre i rischi per la salute personale e ambientale connessi al nucleare?” viene così sostituita da domande di natura economica e relative al problema energetico. Chi realmente vorrebbe il nucleare? Vorresti abitare vicino ad una centrale? Ti senti al sicuro sapendo che scorie nucleari potrebbero essere vicine alla tua casa? Se dovesse accadere qualcosa ad una centrale nucleare come esito di terremoti, alluvioni, guerra, terrorismo, ecc.  ti sentiresti al sicuro? Queste domande non vengono poste dimostrando che la comunicazione sul nucleare è basata su specifici progetti di marketing. Per discutere sull’argomento il progetto bioeventi (nato dalla collaborazione ISTEM.it e SRM Psicologia) propone un forum di discussione.
 

Per partecipare: http://www.bioeventi.it/category/forum/centrali-nucleari/

PostHeaderIcon Disturbi del Sonno e Teoria Emotocognitiva

 
disturbi del sonno psicologia emotocognitivaEvento Gratuito a Milano e Roma (10 e 17 Maggio 2011). Problemi del ciclo sonno-veglia e disturbi del sonno, sono problematiche molto frequenti nella popolazione generale. I fattori scatenanti possono essere pressoché “infiniti” mentre la causa a monte della manifestazione, seguendo le indicazioni proposte dalla recente teoria emotocognitiva, sembrerebbe essere sempre la stessa. Conoscere il funzionamento dei processi che esitano in un problema come insonnia, ipersonnia, incubi, sonnambulismo, difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, può permettere di risolvere il problema e prevenirlo, in caso sia associato a processi organizzativi psicofisiologici, oppure tenerlo sotto controllo quando è manifestazione di una specifica condizione medica generale. Conoscere rimane comunque sempre la prima forma di tutela della nostra salute ed errate convinzioni possono produrre errati comportamenti con conseguenze a volte rischiose.  Relatore: Dott. Marco Baranello (fondatore della teoria emotocognitiva). Un evento in collaborazione con SRM Psicologia e BIOeventi.it.

INFORMAZIONI: www.bioeventi.it/disturbi-sonno/

 

PostHeaderIcon Suicidio. Prevenzione in psicologia emotocognitiva

la prevenzione del suicidio e il trattamento dei pensieri di morte, dell’autolesionismo e dell’ideazione suicidaria
 

Abstract.  Perché si commette suicidio? È possibile creare programmi sociali per prevenirlo? Quali sono i fattori di rischio e come si può realmente agire per riabilitare coloro che hanno pensieri di sucidio, ideazione suicidaria o che hanno tentato o continuano a tentare il suicidio?  In questo articolo, di enorme importanza sociale, il Dott. Baranello, fondatore della teoria emotocognitiva, partendo proprio dai principi di tale nuovo gruppo di conoscenze a acquisizioni in ambito scientifico, ci parlerà di come sia necessario cambiare radicalmente ottica rispetto alle vecchie conoscenze sul funzionamento psicofisiologico dell’organismo umano se si vuole realmente realizzare qualcosa di concreto nella prevenzione del suicidio. Per Baranello la principale forma di cura primaria, quindi di prevenzione, è un’educazione funzionale che sia basata su reali e chiari presupposti scientifici in materia, su nuove scoperte. Per prevenire l’atto del suicidio, oggi, è necessario quindi rivedere i presupposti che hanno fino ad ora condizionato i vecchi programmi preventivi e riabilitativi. Baranello segnala di come, soprattutto mediaticamente, quando si sente parlare di suicidio commesso da una persona in cura per depressione o altre condizioni cosiddette “mentali”, si associ in modo molto superficiale il suicidio a tali disturbi mentre, se la persona era già in cura per la depressione ad esempio, forse avrebbe senso anche pensare che la cura non stesse funzionando ed anche lecito pensare che potrebbe essere la stessa cura ad avere valore patogenetico. Se fosse così avrebbe senso portare avanti cure non realmente efficaci se non gravemente patogene? Quando una cura non risulta efficace, sostiene Baranello, forse è perché si basa su teorie non del tutto esatte se non errate. La teoria è la premessa che permette di costruire gli interventi, una teoria non adeguata porterà come conseguenza un intervento altrettanto inadeguato. Il vero grande ostacolo al cambiamento, all’innovazione scientifica in grado di aiutare a risolvere molte questioni ancore irrisolte, arriva sempre da chi, nelle classiche sfere di potere accademico dominante, vede nell’innovazione la minaccia al proprio potere. Attraverso il braccio “armato” di chi ha potere decisionale e sanzionatorio, tali sfere di potere, cercano di annullare l’innovazione perché metterebbe in pericolo il loro stesso potere, il loro business, anche se l’innovazione potrebbe salvare vite umane. In questo articolo si prende una chiara posizione rispetto al tema del suicidio, alla sua prevenzione sociale e alla possibilità di riabilitazione di chi è afflitto da pensieri ed ideazione suicidaria. Stiamo permettendo alle istituzioni di essere nella posizione di poter scegliere, se continuare a sostenere vecchie concezioni oppure iniziare ad integrare l’innovazione proposta. L’obiettivo di questo lavoro è fornire una conoscenza in più nella letteratura scientifica sul suicidio.

Fonte: www.psyreview.org

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